“Non era passato poi molto tempo da quel Capodanno del 1992, eravamo ancora entrambi giovani. Eppure sembrava passata un’esistenza. La sua voce era un suono che avevo amato da quando avevo memoria, i suoi capelli i primi che avevo toccato; i suoi occhi, le sue spalle, le mani, le gambe, il naso, tutto, di tutto ero stata innamorata. Poi era precipitato il cielo, eravamo precipitati tutti. E io ero finita in un altro posto, in un altro posto anche dentro di me. Catturata da un altro cuore”.

Per sopravvivere a una guerra devi guardare in faccia il fuoco e non dimenticare che anche il cuore arde e spara. Per sopravvivere all’amore non devi dimenticare che il tuo corpo è la tua trincea. Natalija, Dragan, Ivan e le fiamme tra loro, alte, indomabili.

Un eros&love borderline.

“Non era passato poi molto tempo da quel Capodanno del 1992, eravamo ancora entrambi giovani. Eppure sembrava passata un’esistenza. La sua voce era un suono che avevo amato da quando avevo memoria, i suoi capelli i primi che avevo toccato; i suoi occhi, le sue spalle, le mani, le gambe, il naso, tutto, di tutto ero stata innamorata. Poi era precipitato il cielo, eravamo precipitati tutti. E io ero finita in un altro posto, in un altro posto anche dentro di me. Catturata da un altro cuore”.

Per sopravvivere a una guerra devi guardare in faccia il fuoco e non dimenticare che anche il cuore arde e spara. Per sopravvivere all’amore non devi dimenticare che il tuo corpo è la tua trincea. Natalija, Dragan, Ivan e le fiamme tra loro, alte, indomabili.

Un eros&love borderline.